IRIO DE PAULA
"…. E' uno straordinario chitarrista, dotato di tecnica e feeling trascendenti (pari solo alla sua modestia d'uomo!) che lo fanno ritenere un maestro, o meglio, " il Maestro " da parte di tutti i musicisti (non solo chitarristi) che "lavorano" nel genere brasiliano. Tutta la sua musica (stile strumentale, composizione, senso del ritmo) proviene dalle più pure ed auten-tiche origini brasiliane (è carioca: nato a Rio de Janeiro) e si colloca a pieno titolo nell'ere-dità culturale brasiliana allo stesso modo in cui il jazz, le cui radici sono le stesse, si colloca nell'eredità culturale afro-americana.
IRIO DE PAULA è uso venare di jazz la musica popolare del suo paese natale confrontandosi anche con altri patrimoni folkloristici in cui la tradizione afroamericana e quella sudamericana si incontrano e crescono insieme.
IRIO DE PAULA letteralmente risplende nelle bosse, nei samba, nelle ballads toccando ogni brano con passione e con stile raffinati, sì da rendere anche le più vecchie e abusate songs quali "Garota de Ipanema","Dindi", o "A' felicidade" fresche come fiori di prima-vera. Su tutti i brani, da quelli di Jobim e Lobo a quelli di sua composizione, egli imprime il marchio della sua personalità, esprimendo nei tempi più mossi, con contagiosa efficacia, la sua irrefrenabile gioia di vivere e, in quelli lenti, il suo mondo introspettivo e malinconico". (S. Angius)
IRIO DE PAULA, definito dalla critica "il più affascinante dei chitarristi brasiliani", nella sua lunga carriera, (a soli sei anni già suonava alla radio di Rio in una band con i fratelli:"Os Pinguins de Bangù") ha suonato con i migliori musicisti del suo paese quali Paulo Moura, Baden Powell, Rauzinho, Dijalma Ferreira, Juarez e tanti altri ancora da Astrud Gilberto a Chico Buarque; ha effettuato numerose registrazioni, più di sessanta tra CD e LP: propri e con Sal Nistico, Steve Grossman, Dannie Richmond, Archie Shepp, Don Pullen, Ray Mantilla e tanti altri ancora.
Negli anni '70, concluso il tour europeo con la cantante brasiliana Elza Soares (ed il noto calciatore Manè Garrincia!) e dopo la partecipazione, col proprio trio, al Festival Jazz di Pescara in apertura del concerto di Ella Fitzgerald! ha deciso di stabilirsi in Italia.
Da allora è stato ospite dei principali programmi musicali della Rai e della TV italiana da "Domenica in" a "Per una sera d'estate","Amico flauto" ecc.ecc. Nella colonna sonora film-cult "L'ultima neve di primavera" ha suonato e cantato "A criança"e sempre con F. Micalizzi ha partecipato a trasmissioni Tv di Corrado. Ha partecipato a numerosissime Rassegne e Festival Jazz : si è esibito, sia da solo che in trio, nei più prestigiosi e gloriosi Teatri, dal Sistina di Roma al Petruzzelli di Bari, al Piccolo Regio di Torino, al Metastasio di Prato, al Rossini di Pesaro, al Politeama Greco e al Paisiello di Lecce, al Festival Intern. Jazz Tabarka in Tunisia, al 30° Umbria Jazz; invitato a vari Festival Internazionali di Chitarra etc. etc..
Ha suonato anche con Gato Barbieri ai Festival di Metz e Liegi; ha suonato inoltre con Barnie Kessel, Tal Farlow, Toots Thielemans, Buster Williams, Bobby Durham, Jimmy Cobb; Fabrizio Bosso; Phil Woods; Lee Konitz; Renato Sellani; Gianni Basso; Cidinho Teixeira; F.Cerri;
A NY, si è esibito al "Birdland" sia da solo che come ospite del trombettista brasiliano Claudio Roditi e con David Sanchez.
Come solista, ha anche suonato con l'Orchestra sinfonica di San Remo, con quella di Palermo, con la Modigliani di Toscana e quella di Lecce.
IRIO DE PAULA ".... vero virtuoso dello strumento: suona sia acustico che elettrico con la medesima scioltezza, è bravissimo tanto sulla sei, sulla sette che sulla dodici corde ed è inoltre probabilmente uno dei migliori suonatori al mondo di cavaquinho (strumento tipico brasiliano: una piccola chitarra con quattro corde); e se la cava benissimo anche con la viola dinamica e con le percussioni." (S.Angius)>
Web:
http://www.iriodepaula.com/ |
| DANIELE SEPE Nato a Napoli, dopo il diploma in flauto al conservatorio di Napoli, comincia la sua poliedrica attività con il Gruppo Operaio E Zezi di Pomigliano, con cui partecipa a numerosi Festival internazionali tra cui Rennes, Martigues e Bonn. L'esperienza viene coronata da un album Tammurriata dell'Alfa Sud, inciso per I Dischi del Sole. Dopo la collaborazioni con vari artisti (fra gli altri Gino Paoli, Roberto de Simone, Roberto Murolo) e un crescente interesse per la musica jazz, comincia a scrivere la propria musica dando vita a formazioni che vanno dai 3 elementi a vere e proprie big band di 20 persone. Nel 1990 esce il suo primo lavoro discografico Malamusica, seguito a breve distanza da L'uscita dei Gladiatori. Contemporaneamente scrive musica per il teatro, per il balletto e per il cinema, fra le altre quelle di "Blues metropolitano" di Piscicelli, "L'amore molesto" di Martone, "I figli di Annibale" di Ferrario, il recente "Amnesia" di Salvatores. Partecipa a importanti festival internazionali come il Womex di Bruxelles, la Fête de la Musique di Parigi, il Beethoven Kunstenhalle di Berlino, il festival Ritmos di Oporto. Durante la Guerra del Golfo, autoproduce, assieme ad una cinquantina di musicisti napoletani, una musicassetta di canzoni pacifiste, che distribuisce gratuitamente davanti alle scuole e alle fabbriche di Napoli. Nel 1993 pubblica Vite perdite, premiato come uno dei 100 dischi degli anni '90 da salvare dalla rivista "Rockstar" e miglior disco dell'anno da "Rockerilla". Nel 1995 esce Spiritus mundi, album dell' anno per la rivista "Rockerilla", "un'opera intensa e sincera, un viaggio complesso e vitale nei luoghi della memoria e della musica popolare, in tutte le sue accezioni, ma anche un'operazione di avanguardistica ricerca nel trattamento delle radici di un universo, sonoro e politico-umano". Partecipa poi all'album Trasmigrazioni, uscito per le Edizioni "Il Manifesto", che vede coinvolti numerosi musicisti immigrati in Italia. Nel 1996 esce, sempre per "Il Manifesto", Viaggi fuori dai paraggi. In seguito per la Compagnia Nuove Indye pubblica Lavorare stanca, premiato nel 1998 al Premio Tenco come migliore disco in dialetto. Per le Edizioni "Il Manifesto" escono successivamente dischi eccezionali e coraggiosi come Conosci Victor Jara? ("Ci vogliono due palle così a pubblicare un disco su Victor Jara nel 2000" - Mario Giammetti), Jurnateri, Anime candide e, recentemente, Nia maro. Fra i suoi tanti meriti c'è quello di aver fatto riscoprire la grandezza di Matteo Salvatore: uno dei classici del suo repertorio è diventato Brutta cafona.
...tratto da intervista su
Percussioni, maggio 1991 Web:
http://www.danielesepe.com/ |